La terrificante storia dei campi di concentramento

€ 5,99

«Magistrale.» New Yorker

Da Auschwitz ai Gulag sovietici, da Cuba all’Africa, dalla Cina alla Corea: storia di un orribile strumento di repressione e di morte


Inizialmente concepiti come strutture carcerarie per prigionieri di guerra, i campi di concentramento hanno mutato nel corso dei decenni la loro funzione, diventando feroci strumenti nelle mani dei governi che li hanno utilizzati. In questo libro, basato su documenti d’archivio e testimonianze dei sopravvissuti, Andrea Pitzer racconta la storia geopolitica dei campi di concentramento. A partire dalla Cuba del 1890, passando per le Filippine e l’Africa meridionale dell’inizio del XX secolo, proseguendo con i tristemente noti Auschwitz e Birkenau, fino ad arrivare ai gulag sovietici e ai campi di detenzione in Cina e Corea durante la guerra fredda. Il denominatore comune è sempre uno: i campi sono utilizzati come mezzi per la delocalizzazione civile e la repressione politica. Spesso giustificati come misura di protezione di una nazione, o anche degli stessi gruppi internati, sono invece luoghi brutali e disumanizzanti che hanno causato la morte di milioni di persone. E la storia recente dimostra che la promessa solenne “Mai più” dopo gli orrori dell’Olocausto è stata miseramente disattesa…

La storia inedita e sconvolgente della più grande tragedia della modernità: i campi di concentramento

«Magistrale.»
New Yorker

«Un’incredibile storia di crudeltà e disumanizzazione.»
Kirkus Reviews

«In questo racconto avvincente, Pitzer traccia le origini dei campi di concentramento. E lo fa riuscendo ad analizzare questa storia tentacolare dal punto di vista di chi ne è stato vittima.»
Publishers Weekly

«Un lavoro inquietante ma importante su una calamità universale dell’era moderna.»
Star Tribune

ISBN: 9788822726742 - Pagine: 432 - saggistica n. 590 - Argomenti:
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