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Rama, Krishna, Ermete, Mosè, Orfeo, Pitagora, Platone, Gesù.
Breve storia segreta delle religioni

Introduzione di Emanuele Trevi

Edizione integrale

«Il mondo non ha mai conosciuto uomini d’azione più grandi», scriveva Schuré a proposito dei grandi iniziati. E proseguiva: «Di loro, Rama non lascia scorgere che l’ingresso del tempio, Krishna ed Ermete ne danno la chiave, Mosè, Orfeo e Pitagora ne mostrano l’interno, Gesù Cristo ne costituisce il tabernacolo». In questo libro Édouard Schuré ripercorre la storia dei fondatori dei «misteri», collegandone gli insegnamenti in modo suggestivo, tale da far emergere un unico grande disegno, una religione «universale». «In questo libro il lettore troverà una sorta di sviluppo graduale, di...

Il negro del Narciso • Tifone • Un colpo di fortuna • Freya delle sette isole

Introduzione di Bruno Traversetti
Traduzione di Nicoletta Rosati Bizzotto e Bruno Oddera
Edizioni integrali


Il nome di Conrad è indissolubilmente legato al mare. In numerosi romanzi e racconti, infatti, lo scrittore ha trasferito, rievocandole e trasfigurandole col soffio del mito, le sue avventure di vagabondo degli oceani, e in particolare delle rotte orientali. Questo volume riunisce, oltre a Il negro del Narciso (1897) e a Tifone (1903) – tra i più celebri romanzi brevi di Conrad – Un colpo di fortuna e Freya delle Sette Isole, entrambi del 1912, storie di mare nelle quali compaiono due singolari personaggi femminili. In queste pagine il magico mondo...

Traduzione di Marco Buzzi
Edizioni integrali


Questo libro raccoglie le tre opere che, scritte da Maeterlinck in periodi diversi (La vita delle api è del 1901, La vita delle termiti del 1927, La vita delle formiche del 1930), formano una straordinaria trilogia divenuta ormai un classico, un punto di riferimento imprescindibile per chiunque si interessi all’ambiente. Scritte in un linguaggio che al rigore scientifico associa la chiarezza di uno stile divulgativo, esse comunicano al lettore lo stupore e l’entusiasmo che il poeta e scrittore Maeterlinck provava di fronte al meraviglioso meccanismo della natura.

«Molte sono le meraviglie dell’alveare, ma questo non deve incoraggiare ad aggiungerne. D’altronde è da molto che ho...

Introduzione di Ludovico Gatto
Traduzione di Cristiana Maria Carbone
Edizione integrale


Henri Pirenne scrisse quest’opera nel 1917, mentre si trovava prigioniero in Germania: per alleviare le sofferenze del carcere cominciò a tenere corsi di storia a un gruppo di detenuti russi che, in seguito, lo esortarono a mettere per iscritto quelle lezioni. L’opera ha inizio dalle invasioni barbariche che segnarono la fine del mondo romano e traccia un affresco di rara vivacità e freschezza della storia e della cultura europee, attraverso l’epoca carolingia, le crociate, la nascita degli Stati occidentali, per giungere infine al Rinascimento e alla Riforma.

«Anche se ogni proprietà cercava di produrre quanto le era necessario, era comunque...

Introduzione di Bruno Traversetti
Traduzione di Delia Agozzino
Edizione integrale


In questo romanzo, pubblicato nel 1920 e concepito idealmente come seguito de L’arcobaleno (1915), Lawrence esplora, avvalendosi di una trama esile e pretestuosa ma anche di un’estrema dilatazione e intensificazione dei dialoghi, le più diverse implicazioni dei rapporti tra i due sessi, l’assurdità delle convenzioni sociali che vorrebbero delimitarne le possibilità e i modi, il tormento dell’eterno conflitto tra istinto e intelletto, tra sensualità e ragione, sullo sfondo della società industriale inglese del primo Novecento. L’abbandono della tradizione narrativa ottocentesca, del romanzo «ben costruito» in virtù di uno sviluppo regolare della storia e...

A cura di Giovanni Antonucci
Edizioni integrali


La locandiera, rappresentata per la prima volta nel 1753 al Teatro Sant’Angelo di Venezia, è la commedia più fortunata di Goldoni, oltre che uno dei suoi capolavori, accanto a Il campiello, I rusteghi, La casa nova, Le baruffe chiozzotte. La sua protagonista, Mirandolina, esprime perfettamente l’intelligenza, l’autonomia e la consapevolezza della donna del Settecento, e una femminilità nella quale ogni epoca si è riconosciuta con sfumature diverse. Commedia della seduzione, di straordinaria modernità.
Gl’innamorati, rappresentata con successo a Venezia nel 1759, è la più bella commedia in lingua di Goldoni dopo La locandiera. Mai prima di allora Goldoni aveva indagato sull’amore con tale...

Da Le mille e una notte

Introduzione di Fiorella Iannucci
Edizioni integrali


Possono tre favole rendere immortale un libro? Sì, se si tratta di Aladino e la lampada meravigliosa, Ali Baba e i quaranta ladroni e Sindibàd il marinaio. È soprattutto grazie a questi celebri racconti che Le mille e una notte, la vastissima raccolta di antiche storie orientali, è diventata un classico della letteratura mondiale. A loro si sono ispirati musicisti, scrittori, illustratori e, soprattutto, il cinema. Basti pensare a capolavori come Il ladro di Baghdad di Ludwig Berger, Michael Powell e Tim Whelan, Il fiore delle Mille e una notte di Pier Paolo Pasolini, o Aladdin, il colossal della Disney vincitore di due premi Oscar. Non sempre però...

Commento a cura di Nicola Maggi
Profilo biografico di Italo Borzi
Edizione integrale


La Vita Nuova comincia a prendere forma intorno al 1292, o forse 1293, non molto tempo dopo la morte di Beatrice Portinari, cui l’opera è dedicata. Dante, che dopo la morte dell’amata attraversa un periodo di sbandamento, riunisce alcune delle rime precedentemente composte in onore e in memoria della sua donna e le connette in un ordito, narrativo ed esegetico insieme. La Beatrice della Vita Nuova, al contrario di quella della Divina Commedia, è sì da anteporre alle altre, ma è ancora una donna. Solo al termine dell’opera, Dante avverte chiaramente l’esigenza di voler cantare Beatrice in modo nuovo e straordinario. A questo punto, significativamente,...

Civitas Solis
A cura di Massimo Baldini
Edizione integrale con versione in latino


La Città del Sole è una delle più celebri utopie di tutti i tempi e certamente l’opera più famosa di Tommaso Campanella, scritta nel carcere di Napoli, dove fu rinchiuso dal 1599 al 1626. Strutturata in forma di dialogo tra un Ospitaliero (cioè un cavaliere dell’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni in Gerusalemme) e un Genovese (nocchiero di Colombo), delinea l’immagine di una società perfetta, che sembra trarre la propria ispirazione da una sapiente unione di scienza e magia. Le pagine più note e più citate dell’opera sono quelle dedicate al tema del comunismo dei beni e delle donne.

«Perdonano volentieri a’ nemici e dopo la vittoria li fanno...

A cura di Gianni Oliva
Saggio introduttivo di Giovanni Antonucci e Gianni Oliva
Edizioni integrali


In una Venezia misteriosa e incantevole Stelio Effrena e la Foscarina (in realtà D’Annunzio e la Duse) coltivano ne Il fuoco l’idea di un teatro liberato dalle convenzioni borghesi e restituito ai grandi spazi aperti (come nella tradizione greco-romana), in cui si coniugano parola, musica, danza e canto. Forse che sì forse che no (1910), ultima prova narrativa in senso stretto di D’Annunzio, è il romanzo della modernità: come un novello Icaro, Paolo Tarsis, il protagonista, sogna di oltrepassare i limiti umani confidando nel futuro della tecnologia. Passioni, ardimento e follia si intrecciano in un tessuto narrativo denso di episodi e di...

A cura di Giovanni Antonucci e Gianni Oliva
Edizione integrale


La figlia di Iorio, rappresentata trionfalmente nel 1904 e subito diventata la tragedia più fortunata di Gabriele D’Annunzio, è uno dei risultati più alti del teatro italiano del Novecento. È un’opera di grande poesia, uno dei vertici del D’Annunzio lirico, e insieme di mirabile teatralità. Era soprattutto la tragedia mitica e rituale, ispirata ai grandi modelli di Eschilo e di Sofocle, alla quale il poeta aveva sempre guardato come a un obiettivo fondamentale e necessario. Egli stesso scrisse: «Tutto è nuovo in questa tragedia e tutto è semplice: tutto è violento e tutto è pacato nel tempo medesimo. L’uomo primitivo, nella natura immutabile parla il linguaggio delle...

A cura di Sergio Campailla
Edizione integrale


Pubblicato in volume per la prima volta nel 1913, I vecchi e i giovani voleva essere il romanzo epocale di Pirandello: al centro della narrazione sono le vicende della famiglia dei Laurentano negli anni Novanta dell’Ottocento, nel periodo della creazione dei Fasci siciliani dei Lavoratori e delle lotte di classe tra i clericali e i sostenitori del nuovo regime liberale. Il contrasto generazionale tra i padri, che hanno fatto l’Unità, e i figli, che vedono nel loro conservatorismo la gretta difesa di ideali e interessi obsoleti, l’emergere della nuova borghesia capitalista, il naufragio dello spirito di rinnovamento che animava il Risorgimento: i protagonisti del romanzo incarnano le istanze...

Introduzione di Sergio Campailla
Premesse di Fulvio Abbate e Italo Borzi
Edizioni integrali


Con i due drammi qui presentati, Pirandello porta a compimento la trilogia del “teatro nel teatro” iniziata con Sei personaggi in cerca d’autore. In Questa sera si recita a soggetto, che ebbe una prima a Könisberg nel gennaio del 1930 e una prima italiana a Torino nell’aprile dello stesso anno, un regista dispotico e autoritario vuole imporre precisi vincoli formali ai suoi attori. Quando questi si ribellano, rivendicando la loro libertà di espressione, la rappresentazione di una storia di gelosia insopprimibile diventa il pretesto per indagare i rapporti che intercorrono tra il regista-creatore e gli attori e, di conseguenza, il rapporto degli...

A cura di Sergio Campailla
Edizioni integrali


Così è (se vi pare), commedia dal tono leggero ambientata nella pettegola società piccolo-borghese, è un’opera incentrata sulla verità, incarnata metaforicamente nella donna velata che appare nell’ultima scena: la realtà è contraddittoria e inconoscibile e non c’è altro da fare che abbandonarsi al relativismo di qualsiasi convenzione. Come prima, meglio di prima è un dramma incentrato sul torbido rapporto tra Fulvia Gelli, donna tormentata, e il marito Silvio, per amore del quale è costretta a sdoppiarsi e calarsi nei panni della sua seconda moglie. Tema centrale della terza opera raccolta in questo volume, La vita che ti diedi, è l’amore materno, che a volte preferisce l’inganno del...

A cura di Sergio Campailla
Edizioni integrali


Liolà, protagonista dell’omonima commedia d’ambiente siciliano, è uno spensierato dongiovanni, privo di senso etico e pieno di gioia di vivere, che viene coinvolto da Tuzza, la donna che ha messo incinta, in un bieco inganno ai danni di zio Simone. La giovane vorrebbe infatti sposare l’anziano signore benestante e ottenere denaro e status sociale. Liolà, immune dalla brama di benessere materiale, non si lascerà però circuire e infrangerà le regole della moralità comune pur di non dare man forte a Tuzza. I giganti della montagna, dramma incompiuto il cui ultimo atto fu dettato dallo scrittore ormai in fin di vita al figlio Stefano, rappresenta la morte del teatro. I giganti sono infatti i...

A cura di Sergio Campailla
Edizioni integrali


In Pensaci, Giacomino! si intrecciano alcune delle più tipiche tematiche pirandelliane. Il professor Toti vuol sposare la giovane Lillina, incinta di Giacomino: è disposto a vivere in un ménage à trois pur di garantirle, una volta morto, la propria pensione e gabbare lo Stato; bisognerà però fare i conti con il perbenismo della provincia siciliana. Lumie di Sicilia, prima opera di Pirandello a essere rappresentata in teatro, narra la storia di Micuccio e della sua amata Teresina. È stato lui, umile suonatore, a scoprire le doti canore della ragazza e ad aiutarla a raggiungere il successo, ma quando la rincontra, ormai corrotta e dissoluta, viene da lei bistrattato e umiliato. La giara è...

Edizione integrale
A cura di Maria Argenziano


In questo saggio, pubblicato per la prima volta nel 1908, Pirandello, in aspra polemica con Benedetto Croce, delimita i confini di una forma di arte particolare come l'opera umoristica e ne mette in luce la spontaneità, suscitata dall'impulso creativo del sentimento, sia pure un sentimento particolare, nutrito di riflessione, come il sentimento del contrario: l'umorista, infatti, non procede a un'armonizzazione dei contrasti, ma fonda la propria arte sulla dissonanza e sulla scissione, sulla contraddizione, sulla presenza irrisolta di opposizioni. Ha bisogno di una estrema libertà d'espressione. L'umorismo è così sicuramente più aderente di qualsiasi altra forma d'arte alla mobilità che...

A cura di Sergio Campailla
Edizione integrale


Ne Il turno, pubblicato nel 1902, l’irrazionale caso, lieve e dispettoso, si diverte a vanificare le ambizioni di un padre per la figlia e trionfa con toni di divertita ironia. Don Marcantonio Ravì progetta infatti di dare in sposa la giovane e bella figlia Stellina all’anziano e facoltoso don Diego Alcozèr, già quattro volte vedovo: solo a seguito di una girandola di equivoci la ragazza, nel frattempo diventata ricca, potrà mandare a monte i piani del padre e coronare il suo vero sogno d’amore. Il turno è un importante tassello della filosofia pirandelliana, secondo cui la realtà è nel suo profondo inconoscibile: una legge segreta disegna per l’uomo capricciose volute di sconcertanti...

A cura di Sergio Campailla
Edizione integrale


«Vi è un uomo che impera sul mare che bagna le coste delle isole malesi, un uomo che è il flagello dei naviganti, che fa tremare le popolazioni, e il cui nome suona come una campana funebre». È Sandokan, la Tigre della Malesia, il più popolare dei personaggi scaturiti dalla fantasia di Salgari. Con questo ritratto nasce una leggenda, celebrata in tante trasposizioni cinematografiche e televisive: chi non ricorda Kabir Bedi nei panni di Sandokan e Philippe Leroy in quelli del fidato Yanez? Dalla mitica Mompracem Sandokan, principe bornese spodestato dall’espansionismo britannico, parte per le sue scorribande contro le odiate forze inglesi, affiancato da un manipolo di temibili pirati. Si...

A cura di Sergio Campailla
Edizione integrale


«Uomini del mare! Uditemi! Io giuro su Dio, su queste onde che ci sono fedeli compagne e sulla mia anima, che non avrò bene sulla terra finché non avrò vendicato i miei fratelli uccisi da Wan Guld! Che le folgori incendino la mia nave; che le onde mi inghiottano assieme a voi; che i due corsari che dormono sotto queste acque, negli abissi del Gran Golfo, mi maledicano; che la mia anima sia dannata in eterno, se io non ucciderò Wan Guld e sterminerò la sua famiglia come egli ha distrutto la mia!». Con questo tremendo giuramento il conte di Ventimiglia, divenuto il Corsaro Nero, uno dei personaggi più suggestivi creati dalla fantasia di Salgari, promette di vendicare la propria famiglia...