11 settembre 2001
Una data. Una svolta. Un declino.
I 25 anni in cui gli USA hanno smesso di essere la terra dei sogni.
Dall’11 settembre a Trump, la crisi di una superpotenza fragile.
L’ordine internazionale sta entrando in una fase di instabilità profonda. Il primato degli Stati Uniti si indebolisce e il sistema globale si frammenta in rivalità e crisi permanenti. Andrea Muratore legge questo passaggio storico da una prospettiva controcorrente: il declino statunitense non nasce da sconfitte esterne, ma da una lenta erosione interna del consenso politico, economico e culturale. Dall’11 settembre alla guerra al terrore, dalla crisi finanziaria alla competizione con la Cina, ogni shock globale si è trasformato in una frattura domestica. Ne emerge il ritratto di una superpotenza che, pur restando centrale nello scenario internazionale, fatica sempre più a tenere insieme la propria società e a legittimare il suo ruolo guida. Un’America che, nel tentativo di difendersi, rischia di rinchiudersi in una logica di “fortezza assediata”, specchio di un mondo sempre più entropico e instabile.