Un’epopea di sangue e potere
Una narrazione tragica e vertiginosa del sistema criminale che attanaglia l'Italia.
Giovanni Borruto è ancora un bambino, quando il pallone gli sfugge e rotola ai piedi di don Nuccio Borrello. Il vecchio, seduto nella piazza di Archi, gli racconta la storia antica di tre cavalieri: Osso, Mastrosso e Carcagnosso. Una storia di vendetta e regole non scritte. Una storia di uomini d’onore. Da quel momento, Giovanni impara ad ascoltare e a tacere: il silenzio, in certi posti, è già una forma di potere. Accanto a lui ci sono i fratelli Temi, spavaldi e affamati di futuro: sono anni in cui la Calabria cambia pelle, e con lei l’Organizzazione. Dal porto di Gioia Tauro la polvere bianca riscrive le gerarchie e accorcia le distanze con l’Europa e il resto del mondo, sotto il controllo dei Pisano. Nell’entroterra, invece, comandano gli Scarcella: uomini d’Aspromonte, padroni di una geografia fatta di boschi e sentieri invisibili. Presto il potere delle famiglie si intreccia con quello più occulto delle logge, della politica, dei servizi deviati, dando vita a un’entità dalle molte teste e da un solo imperativo: tutti devono mangiare. Ma le alleanze sono fragili, e chi sbaglia paga senza appello. Un romanzo corale, duro e magnetico, dove il rispetto si misura con il sangue e l’innocenza è un lusso che nessuno può permettersi.