Massimo Lugli - La gang delle 3B


C'era una volta la banda dei marsigliesi anni settanta di una criminalità spietata
Di Luca Monaco su La Repubblica Roma

I sequestri di persona e gli omicidi. Nei locali di una via Veneto ancora viva e di richiamo, i capi della nuova mala d'importazione brindano a Pastis prima di prepararsi a rovesciare gli equilibri criminali della capitale, oltre che del resto del Paese.
Sono gli inizi degli anni Settanta. «Roma non vuole padroni». Eppure, nei quartieri di frontiera come Torre Angela, due ladri d'auto inseguono il salto di qualità. Sognano di lavorare per i Marsigliesi.
La banda di Albert Bergamelli, Maffeo Bellicini e Jaques Berenguer è spietata, decisa a importare in Italia due business, i rapimenti e il traffico di eroina. I Marsigliesi non scendono a patti e non chiedono permessi, chi si oppone viene ucciso. Gli altri, possono solo sperare di riuscire a mettersi al servizio. A questo terremoto non assistono solo gli «sbirri» della Mobile, che guardano la città dal secondo piano di San Vitale. Nella redazione di Paese Sera, in via dei Taurini, un giovane cronista pende dalle labbra del suo maestro, Ugo Mannoni. Ne raccoglierà l'eredita. Il gusto e la capacità, fuori dal comune, di raccontare il presente ragionando sui fatti, rimettendo insieme, pezzo per pezzo, i tasselli di questo puzzle criminale. Riuscendo a restituire ai lettori, con uno stile insuperabile, tutto quello che la gente comune non può vedere. Adesso sono arrivati i Marsigliesi.
È La gang delle tre b (Newton Compton editori): l'ultimo romanzo di Massimo Lugli, per 40 anni cronista di nera e inviato speciale de La Repubblica, è un viaggio nella Roma anni 70, pieno di ritmo e di colpi di scena…


04/04/2026

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