Kingsley e Giannone: il dialogo


 

CARI UOMINI I LIBRI DI SUCCESSO SONO DELLE DONNE

Sara Scarafia su la Repubblica

Francesca Giannone ha scritto il romanzo più letto del 2023. Felicia Kingsley vanta invece il maggior numero complessivo di copie vendute in un anno: un milione. E qui ragionano insieme sui perché di un boom.

 

Giannone, è l'autrice italiana del libro più venduto del 2023: La portalettere, un altro colpo della casa editrice Nord dopo I leoni di Sicilia di Stefania Auci. L'altra, Felicia Kingsley, è la scrittrice che l'anno scorso, complessivamente, ha venduto più copie con tutti i suoi libri pubblicati da Newton Compton: più di un milione. Corteggiate da tante case editrici, Giannone e Kingsley restano fedeli a chi le ha scoperte. Oggi a Libri come, a Roma, raccontano come costruiscono i loro romanzi, ma intanto si incontrano per la prima volta grazie a Repubblica e provano a spiegare come hanno conquistato le classifiche scalzando gli autori, maschi, di thriller e noir che per anni le hanno dominate. Collegate su Teams, le ragazze della narrativa italiana si raccontano: una, Giannone, salentina classe 1982, esordiente, è stata travolta dal successo. L'altra, Kingsley, modenese, nata nel 1987, è diventata la regina del romance italiano affrontando un percorso più lungo, iniziato con l'autopubblicazione. Il 26 marzo esce Lo spezzacuori, prequel del bestseller Due cuori in affitto. E il 18 giugno il romanzo Domani, domani di Giannone.

 

Francesca, come ha vissuto il successo straordinario de "La Portalettere"? Felicia, cosa significa essere l'autrice più letta nel 2023?

Francesca Giannone: «È stato bellissimo, ma anche straniante. Speravo in un buon risultato, ma quello che è accaduto è stato sorprendente. All'inizio, confesso, ho patito: i tour, le presentazioni. Il successo all'improvviso è uno shock. Meno male che ho esordito a 40 anni: a 20 non avrei saputo gestirlo». 

Felicia Kingsley: «Entusiasmante e spaventoso. Sono realista e penso: e dopo? Quando arrivano i record, i lettori, ma anche gli editori, si creano aspettative. Ma noi, credo anche Francesca, sappiamo che i risultati dipendono dalla nostra immaginazione che è legata alla nostra lucidità. È tutto un equilibrio difficile».


Francesca, nel 2024 arriva il secondo romanzo, mentre Felicia sta lavorando all'undicesimo: come vivete le aspettative dei lettori?

F.G.: «Immaginate l'ansia: mi chiedo se sarò all'altezza, se il libro piacerà». 

F.K.: «Io penso intanto che domani devo versare l'Iva! Il punto è che bisogna trovare un compromesso: continuare a difendere le proprie idee, ma, allo stesso tempo, tenere conto dei gusti dei lettori».

 

Insieme avete spodestato gli autori italiani, maschi, che per anni hanno dominato le classifiche: una rivincita di genere?

F.K.: «Lo specchio di una verità che finora è rimasta sotterrata. Scrittrici, traduttrici, editor, ma anche libraie: il mondo dell'editoria è pieno di donne, che sono più degli uomini anche se le proporzioni cambiano quando guardiamo ai vertici. Ma, soprattutto, sono di più le lettrici. Posso raccontare una cosa?».

Certo.

F.K.: «È a proposito di Supersex, la serie tv su Rocco Siffredi: dal mio personale sondaggio, sono le donne quelle che l'hanno apprezzata di più mentre gli uomini l'hanno abbandonata. Si aspettavano un mood da spogliatoio dopo il calcetto, grasse risate e tanto sesso e non il focus, per dire, su Rocco bambino. Le dorme cercano le pieghe nelle storie, per questo leggono di più». 

F.G.: «Si vede cha Supersex è scritta da una donna. Riguardo alle classifiche, dico che lo sguardo femminile, che finalmente si prende la scena, è mancato per troppo tempo. Anna, la protagonista de La Portalettere, dice che è stanca di uomini che pretendono di dirle come si sentono le donne: si riferisce ad Anna Karenina, ma lo stesso vale, per esempio, per Madame Bovary. Capolavori, senza dubbio, ma scritti da uomini». 

F.K.: «Soprattutto, alla fine, le eroine devono morire e male!».


Ma non vi piacerebbe avere più lettori maschi?

F.K.: «Certo. Io ne ho, ma ancora non moltissimi. Mi ha scritto qualche giorno fa un signore di 82 anni che aveva letto Una ragazza d'altri tempi e voleva un consiglio su un altro titolo: un'emozione. Se gli uomini leggessero romance avrebbero un libretto d'istruzioni comodissimo per capire le donne». 

F.G.: «Io ho tanti lettori uomini che sono però arrivati dopo, trovando in casa il mio libro comprato dalla moglie o dalla figlia. Il patriarcato fa male anche a loro, alimenta gli stereotipi che li vogliono forti e virili. Leggendo le scrittrici, compiono una piccola rivoluzione». [...]


 

 


23/03/2024