DALLE FILANDINE A OGGI: PERCHÉ "FARE RETE" TRA DONNE È ANCORA UNA RIVOLUZIONE
Dalle filandine de “Il tempo delle viole” a oggi: Elena Commessatti dimostra come fare rete tra donne sia una costante forma di resistenza e crescita.
di Salvatore Galeone, su Libreriamo
Quanto rumore può fare il silenzio di donne a cui la storia ha negato la voce, nel momento in cui decidono finalmente di unirsi?
Su questo ci invita a riflettere la scrittrice Elena Commessatti attraverso un viaggio tra passato e presente, spinta dal desiderio di ridare voce a quelle donne che la storia ha silenziato, per permettere loro di raccontare chi erano e cosa non hanno potuto essere.
Il fulcro di questa profonda riflessione è il valore senza tempo della solidarietà femminile, intesa come strumento di resistenza e di emancipazione, un concetto che trova la sua massima espressione nel suo romanzo Il tempo delle viole.
Ambientato nel Friuli di fine Ottocento, sulle sponde del fiume Tagliamento, il libro nasce proprio come un “romanzo corale” dedicato alle vite delle filandine. Queste bambine e giovani donne lavoravano negli opifici per trasformare i bachi da seta in filo, vivendo in condizioni di povertà e sofferenza, con le mani bruciate dall’acqua bollente, la fame e lo sguardo minaccioso dei padroni.
Eppure, l’autrice ci mostra come proprio in quel duro ambiente di lavoro nascesse una forte identità di sorellanza: stando sedute l’una accanto all’altra, queste donne trovavano la forza di cantare, superando la natura schiva e silenziosa del loro popolo per far esplodere il proprio coraggio.
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02/09/2026