Nicola Verde


È nato a Succivo (CE) nel 1951 e vive a Roma. Ha scritto Sa morte secada, semifinalista al premio Scerbanenco; Un’altra verità, vincitore del premio Qualità editori indipendenti; Le segrete vie del maestrale, finalista al Festival Mediterraneo del giallo e del noir, e La sconosciuta del lago, vincitore della sezione romanzi storici dello stesso premio. Il vangelo del boia è stato finalista nel 2016 al premio Alberto Tedeschi.

Un grande thriller

Nelle stanze del Vaticano si nasconde un inquietante segreto

Roma, 1864
. Mastro Titta, il boia del papa, esegue due condanne a morte per omicidio. Ma quando sta per esporre al pubblico, accorso come al solito in massa, le due teste mozzate, intravede un volto che sperava di aver dimenticato. Quell’incertezza gli costerà cara, costringendolo a dire addio alla sua gloriosa carriera. Che cosa è successo al famoso boia romano? Tutto ha inizio nel 1861, con l’uccisione di un gendarme, e, poi, un paio di mesi dopo, con il ritrovamento, sulle sponde del Tevere, di due cadaveri, uno dei quali senza testa. Fatti all’apparenza non legati fra loro, ma che danno il via a una catena di eventi che scuotono la Città Eterna. A...

Contiene il primo capitolo di Il vangelo del boia

Roma, 4 marzo 1859.
Mastro Titta è conosciuto da tutti come il boia del papa. Temuto e al tempo stesso ammirato dal popolo, a ottant’anni non ha smesso di servire fedelmente la Chiesa. Anche un boia però ha una sua morale, e Mastro Titta ha sempre eseguito condanne secondo “giustizia”, dopo la sentenza di un tribunale. Una sera viene prelevato da tre uomini della polizia pontificia che lo invitano a compiere una missione molto particolare. Amelia Corvaro, fantesca presso la casa di un ufficiale francese, deve essere uccisa. La ragione? È una donna troppo chiacchierata, dagli incontri facili, anche con uomini molto potenti. La sicurezza dello Stato è in pericolo. Mastro Titta si rifiuta...