Alfred Adler


nacque a Vienna nel 1870 in una famiglia ebrea ungherese. Divenuto medico studiò la base caratteriale delle nevrosi e collaborò con Freud dal 1902 al 1911, quando le sue divergenze teoriche provocarono la prima divisione del gruppo psicoanalitico. La sua Psicologia Individuale si diffuse rapidamente in Europa e in America, dove Adler visse e insegnò dal 1926. Morì ad Aberdeen nel 1937, durante un ciclo di conferenze.

A cura di Egidio Ernesto Marasco
Introduzione di Pier Luigi Pagani
Traduzione di Stefania Bonarelli
Edizione integrale


Quest’opera è un compendio di tutta la teoria individual-psicologica di Adler: indispensabile supporto, dunque, per chi già la conosce e accattivante “invito” per chi non l’ha ancora scoperta. Emerge da queste pagine il grande merito della riflessione adleriana: l’aver colto che il dramma perenne dell’essere umano è nel contrasto inevitabile tra l’ideale dello spirito – e dunque l’aspirazione alla superiorità, alla perfezione – e la consapevolezza della fragilità del proprio corpo. Ma Adler non si limita a esporre i fenomeni, a spiegarne le cause e a delinearne le finalità: egli propone anche una serie di criteri che...