Jakob Wassermann


(Fürth, Baviera, 1873 - Altaussee, Stiria, 1934) era, negli anni Venti e Trenta, uno tra gli autori più letti, e non solo in Germania. Le sue opere vennero infatti tradotte in molte lingue. Thomas Mann lo reputava un grande narratore, ponendolo allo stesso livello di Poe e Balzac. Sensibile ai problemi spirituali del suo tempo, rappresentò acutamente la crisi morale della società in cui viveva. Fra i suoi numerosi romanzi ricordiamo: Gli ebrei di Zirndorf (1897), Moloch (1903), Caspar Hauser (1908), L’omino delle oche (1915), Christian Wahnschaffe (1919) e la trilogia che comprende, oltre a Il caso Maurizius (1928), Etzel Andergast (1931) e La terza esistenza di Giuseppe Kerkhoven (1934).