Eric Topol - Il codice delle longevità


Intervista. Eric Topol.
Longevità
«così potremo prevedere le malattie ed evitarle»

Il vicepresidente esecutivo e docente di Medicina molecolare all'istituto Scripps Research:
«Il tumore bisogna prevenirlo, monitorando i geni. Presto arriveranno i vaccini contro il cancro»

Di Riccardo De Palo su Il Messaggero

Il segreto della longevità è una formula composita, fatta di ricerca scientifica e stile di vita. «Presto saremo in grado di predire alcune patologie anni prima che si manifestino, molto più tempestivamente di come facciamo adesso», dice Eric Topol, vicepresidente esecutivo e professore di Medicina molecolare presso lo Scripps Research, il più grande istituto biomedico senza scopo di lucro degli Stati Uniti e autore del libro II codice della longevità, appena uscito per Newton Compton.
«Sto parlando di malattie legate all'età, le "big three": l'Alzheimer e le malattie neurodegenerative, le malattie cardiache e i tipi di cancro più comuni».
 
Come faremo ad arrivare a simili traguardi?
«Questo sarà il più grande contributo dell'intelligenza artificiale alla medicina. Ci sono molti livelli di dati per ogni singola persona. L'IA accederà a tutte le cartelle cliniche, tutte le scansioni, gli esami di laboratorio, le foto della retina. E poi i dati genetici, i dati proteici, i biomarcatori, i dati ambientali, i dati dei sensori. Nessun essere umano può elaborare da solo tutti questi dati».

Invece l'IA può farlo?
«L'intelligenza artificiale multimodale è adatta ad affrontare questa sfida. E abbiamo già visto che può prevedere con precisione tutte le malattie, con anni di anticipo».

Lei scrive che per migliorare la nostra aspettativa di vita dobbiamo considerare cinque dimensioni. Quali sono?
«Sono, ovviamente, i fattori legati allo stile di vita, che sono numerosi. Non solo dieta, esercizio fisico, sonno, ma anche molti altri. Poi ci sono farmaci e vaccini come il GLP-1, come l'Ozempic, e molti altri farmaci in quella categoria (che servono a perdere peso, ndr), oltre ai vaccini. Abbiamo imparato, ad esempio, quanto sia potente il vaccino Shingrix (per l'herpes zoster, ndr) nel contribuire a ridurre il morbo di Alzheimer. Ma arriveranno altri vaccini, che hanno lo scopo di prevenire il cancro o mantenere intatto il sistema immunitario. Poi, ovviamente, c'è la dimensione dell'intelligenza artificiale per riunire tutti i dati. E i geni, le proteine, i costituenti del nostro microbioma intestinale sono davvero importanti».

Che ruolo ha l'innovazione scientifica in queste terapie?
«Stiamo assistendo ora alla straordinaria capacità di fornire alle persone cellule ingegnerizzate per, ad esempio, curare malattie autoimmuni come il lupus, la sclerosi multipla, l'artrite reumatoide e molte altre. Le cellule avranno un ruolo più determinante nel trattamento e nella cura delle malattie. Questa non è prevenzione, ma un mezzo efficace per contribuire a migliorare nel tempo la salute delle persone».


19/02/2026

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