Ottocento romano
ISBN 978-88-7983-284-7
Pagine 528
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| Euro 41,32 33,06 |
Quest'Italia n. 247
Argomenti: Arte - Storia
La pittura italiana dell’Ottocento – e in particolare quella romana – è stata per lungo tempo liquidata troppo affrettatamente come «regionale», conseguenza dell’errato pregiudizio di un «provincialismo pittorico» che la relegava in una posizione di netta inferiorità rispetto a quella del resto d’Europa. Da qui il diffuso disinteresse per il nostro Ottocento, perlomeno sino a qualche decennio fa, della critica ufficiale che solo di recente sta tentando una rilettura di quel «fenomeno» ancora in gran parte inesplorato e che promette più di una sorpresa. È la prima volta che la pittura romana dell’Ottocento viene esaminata nell’intero arco temporale dal Neoclassicismo al Divisionismo; queste brevi e concise sollecitazioni potranno quindi essere di stimolo ad approfondire quella lunga stagione pittorica romana.
Tutti i pittori, italiani e stranieri, che vissero e operarono a Roma durante l’intero secolo xix ci hanno lasciato una infinità di opere che rappresentano un caleidoscopio in cui, con l’aiuto indispensabile della nostra sensibilità, potremo ricostruire le ansie, i successi e i disinganni di una intera generazione di artisti. Questa è la chiave di lettura con cui vanno guardati i numerosi e significativi quadri qui riprodotti, diversi per autori, tecnica e impianto, nei quali tuttavia il sentimento, più che l’occhio attento dell’osservatore, riuscirà a intravedere i fremiti di un’epoca, tessere indispensabili per l’esatta comprensione degli uomini che la vissero e degli ideali che la resero diversa dalle altre e quindi unica e degna di essere salvata. Questa rassegna di vere e proprie pagine pittoriche ne è la riprova e sta a ricordare ancora una volta, come diceva il Costa, che un quadro non è una pagina ma «un volume di cui ogni pagina è scritta in trasparenza».





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