L'autore

nacque a Ulm, in Germania, nel 1879. Fu direttore dell’Istituto Kaiser Wilhelm di Berlino fino al 1933, anno in cui fu costretto dai nazisti a lasciare la Germania. Si trasferì negli Stati Uniti, dove insegnò nell’Università di Princeton. Nel 1916 enunciò la sua teoria della relatività generale che rivoluzionò i concetti di spazio e tempo. Nel 1921 ricevette il premio Nobel per le sue ricerche sull’effetto fotoelettrico. Morì a Princeton il 18 aprile 1955. Di Albert Einstein la Newton Compton ha pubblicato Come io vedo il mondo - La teoria della relatività, Pensieri, idee e opinioni, Il significato della relatività e Il mondo come io lo vedo.

dello stesso autore:

introduzione di
Emanuele Vinassa de Regny

laureato in fisica, si è sempre occupato di divulgazione scientifica, non solo in Italia ma anche in Brasile. Giornalista, ha lavorato sia in riviste scientifiche, sia come promotore e curatore di importanti collane editoriali.

Albert Einstein
Il mondo come io lo vedo

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ISBN 978-88-541-3500-0
Pagine 128
Euro 4,90 3,92



Grandi Tascabili Economici n. 565

Argomenti: Scienza - Spiritualitą - Politica

Introduzione di Emanuele Vinassa de Regny
Traduzione di Walter Mauro
Edizione integrale


Questo libro costituisce la prima raccolta di lettere e articoli non scientifici di Einstein, pubblicata in Germania nel 1934 e subito tradotta per il pubblico americano. Suddivisa in quattro parti (Il mondo come io lo vedo, Politica e pacifismo, Germania 1933, Gli ebrei), l’antologia raccoglie gli interventi dello scienziato su temi d’importanza cruciale, quali il rapporto tra scienza e religione, l’asservimento del mondo scientifico tedesco ai dettami di Hitler, il femminismo, il sionismo e l’ebraismo. Chi raccolse questi scritti si propose di illustrare, attraverso di essi, la figura pubblica di un uomo di scienza che senza esitazione prese posizione contro i soprusi della Germania nazista, di un intellettuale geniale che, con ironia e spirito critico, volle esprimere il proprio impegno civile su tutti i fronti.

«La cosa veramente valida nello spettacolo della vita umana mi pare non lo Stato, ma l’individuo, creativo e sensibile, la personalità; solo lui crea ciò che è nobile e sublime, mentre il branco come tale resta sciocco nella mente e nei sentimenti. Questa immagine mi fa pensare al frutto peggiore della natura del branco, il sistema militare, che io aborrisco. Che un uomo possa trarre piacere dal marciare in formazione sulla scia di una banda basta a farmelo disprezzare.»