Dizionario mafioso-italiano, italiano-mafioso
ISBN 978-88-541-2263-5
Pagine 240
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| Euro 9,90 7,92 |
Controcorrente n. 77
Argomenti: Politica - Societą
Tra “chiesa” e “famiglia”, “mandamenti” e “pizzini ”
Un viaggio nella lingua e nella mente dell’organizzazione criminale più potente e pericolosa d’Italia
Parola di Cosa Nostra
Come parla un mafioso? Quali parole usa quando fa affari, quando prega, quando uccide? Vincenzo Ceruso tenta di rispondere a queste domande, passando in rassegna le espressioni utilizzate dai soldati e dai generali di Cosa nostra. Un mondo in cui le parole pesano quasi come le pallottole. Scopriremo così ciò che si intende nell’universo dei clan con il termine “chiesa”, chi sono gli “scappati”, cosa implica la “messa a posto” di un imprenditore, chi ha il potere nei “mandamenti” siciliani, chi può essere “combinato” nel sodalizio e chi va “posato”, quali obblighi legano gli uomini d’onore alla loro “famiglia”. Perché la mafia non è fatta solo di silenzio e omertà assoluta: è un ambiente in cui per un’omissione o per una parola pronunciata nel modo e nel momento sbagliati si può anche morire.
Poi ci sono le espressioni usate nel linguaggio comune per riferirsi a Cosa nostra, per destreggiarsi nel complesso universo dell’associazione criminale: dal “terzo livello” alla “borghesia mafiosa”, dai “professionisti dell’antimafia” al “delitto eccellente”, dal “pizzino” alla “trattativa”. Grazie a un’analisi sistematica e rigorosa delle parole di Cosa nostra, questo Dizionario ci offre un utile orientamento in un dibattito che, per sua natura, non può essere appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori.
Dall’autore dei bestseller La Chiesa e la mafia, Uomini contro la mafia e Il libro che la mafia non ti farebbe mai leggere
Hanno scritto dei libri di Vincenzo Ceruso:
«Mentre ripercorre le vicende eroiche di sacerdoti straordinari come “il mite e forte don Giuseppe Puglisi”, ricostruisce anche le troppe ambiguità a cavallo tra la mafia e una religiosità distorta e oscena.»
Gian Antonio Stella, «Corriere della Sera»
«Un lungo reportage nel “tenebroso sodalizio” tra preti e mafiosi.»
Attilio Bolzoni, «la Repubblica»
«Quella di Ceruso è una ricostruzione di storie emblematiche che corrono accanto agli ultimi decenni di storia di mafia “ufficiale”.»
Dario Olivero, Repubblica.it
«Contribuisce a svelare i tanti misteri della mafia.»
Aldo Forbice, «Giornale di Sicilia»





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