Canti degli indiani d'America

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ISBN 978-88-541-3421-8
Pagine 192
Euro 4,90



Grandi Tascabili Economici n. 489

Argomenti: Poesia

Traduzione di Francesca Toticchi

La facoltà poetica è, tra tutte quelle proprie dell’uomo, la più sensibile alla natura che lo circonda, la testimonianza più vera ed evidente dell’influenza che il cielo, i corsi d’acqua, le foreste, i colori del mattino esercitano su di lui. Questi canti costituiscono il segno più autentico e profondo della poesia indigena dell’America del Nord. E rappresentano un’eredità lirica e visionaria di rara bellezza. Amore e gioia, dolore e guerra, natura e magia, tutta la realtà e l’universo mitico dei nativi americani emergono così da quel silenzio in cui la “civiltà” dei colonizzatori bianchi, con il suo linguaggio, le sue leggi, i suoi eserciti avrebbe voluto confinarli. Rivivono in queste pagine le voci dirette dei Dakota, Sioux, Pawnee, Navajo, Shoshone e di tutte le altre tribù che hanno abitato gli enormi spazi dell’America del Nord e del Canada, dalle foreste orientali alle Grandi Pianure, dalla California alla Costa Nord Occidentale. Un’ampia sezione, inoltre, riunisce alcuni esempi di interpretazione lirica dei versi indiani ad opera di artisti e scrittori statunitensi (Constance Lindsay Skinner, Mary Austin, Frank Gordon, Alice Corbin Henderson, Pauline Johnson) insieme con l’articolato e complesso rituale dell’Hako (una cerimonia pawnee) rivissuto attraverso la penna di Alice Fletcher.

«Ecco che arriva – Tem-Eyos-Kwi –
la vergine che ha conosciuto l’amore!
La scorsa notte Amore l’ha toccata nella casa dell’attesa.
Amore le ha nascosto i semi della vita nei vestiti,
e mentre lei cammina quelli cadono;
le zolle erbose così germoglieranno!
Nessuno di essi andrà perduto, grazie alla sua gioia,
la gioia di chi ha conosciuto l’amore.»