L'autore

nacque in Attica, a Erchia, tra il 430 e il 425. Fu discepolo di Socrate e, finita la guerra del Peloponneso, si trasferì in Asia Minore. Dopo la spedizione dei Diecimila mercenari greci ingaggiati da Ciro il giovane per combattere il fratello Artaserse, fu bandito da Atene; visse in Elide e a Corinto. Secondo alcuni morì, nel 355 circa, ad Atene.

dello stesso autore:

introduzione di
Domenico Musti

(1934-2010) è stato professore ordinario di Storia greca all’Università di Roma «La Sapienza» e si è occupato anche di geografia storica antica e del pensiero politico greco. Tra le sue numerose opere: Storia greca; Demokratia. Origini di un’idea; Il simposio nel suo sviluppo storico; Lo scudo di Achille. Idee e forme di città nel mondo antico.

Senofonte

Ebook: Anabasi - Elleniche




ISBN 978-88-541-3895-7
Pagine 598
Euro 1,49

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Ebook classici Ebook n. 348




Introduzione di Domenico Musti
Premesse, traduzioni e note di Umberto Bultrighini e Manuela Mari
Edizioni integrali


L’Anabasi, l’opera di Senofonte forse più letta, racconta in sette libri le vicende che precedettero e seguirono la disastrosa battaglia di Cunassa in cui, nonostante la vittoria, Ciro rimase ucciso lasciando i diecimila mercenari greci che avevano combattuto per lui disorientati, circondati da nemici in una terra sconosciuta. Fu Senofonte a guidarli, tra mille difficoltà, fino alle coste del Mar Nero e quindi in patria, rendendosi protagonista e narratore della più famosa “ritirata” della storia.
Divise in tre parti e articolate in sette libri, le Elleniche ricostruiscono la storia della Grecia dalla fase finale della guerra del Peloponneso (411) alla battaglia di Mantinea (362). I primi due libri si riallacciano alle Storie di Tucidide, ma la parte principale dell’opera è nei due libri centrali (III e IV). La semplicità e l’efficacia dello stile di Senofonte hanno reso queste due opere tra le più amate dell’antichità.

«Il giorno dopo scoppiò una violenta tempesta, ma era necessario marciare: i viveri, infatti, non erano sufficienti. E guidava la marcia Chirisofo, mentre Senofonte stava in retroguardia. E i nemici attaccavano con vigore e, venendo vicini perché i luoghi erano stretti, colpivano con gli archi e le fionde, sicché i Greci erano costretti a marciare lentamente, inseguendo e di nuovo retrocedendo; di frequente Senofonte ordinava di fermarsi, quando i nemici incalzavano con vigore.»