L'autore

nacque a Stratford on Avon nel 1564. Nel 1592 era già conosciuto come autore di teatro e fra il 1594 e il 1595 vennero rappresentati almeno quattro suoi drammi. Ormai faceva parte dell’importante compagnia del Lord Ciambellano, che godrà di ininterrotto favore a Corte, prendendo sotto Giacomo I il nome di King’s Men. Ad essa Shakespeare dedicherà tutta la sua attività di drammaturgo. Morì il 23 aprile del 1616. La Newton Compton ha pubblicato: Amleto, Antonio e Cleopatra, La bisbetica domata, Come vi piace, Giulio Cesare, Il mercante di Venezia, Misura per misura, Molto rumore per nulla, Otello, Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate, Re Giovanni, Re Lear, Troilo e Cressida, Tutto è bene quel che finisce bene in volumi singoli; Tutto il teatro, Le grandi tragedie e Le commedie in volumi unici.

dello stesso autore:

William Shakespeare

Ebook: Tutto è bene quel che finisce bene




ISBN 978-88-541-3899-5
Pagine 155
Euro 1,49

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Ebook classici Ebook n. 352




Traduzione di Nicoletta Rosati Bizzotto
Edizione integrale con testo inglese a fronte


Tutto è bene quel che finisce bene
, commedia scritta fra il 1602 e il 1603 e ispirata a una novella del Decameron di Boccaccio, è la più picaresca fra le opere shakespeariane. La protagonista, Elena, guarisce il re di Francia da una grave malattia e come ricompensa viene concessa in sposa all’uomo di cui è innamorata, il conte Bertram. Questi però, vanesio e sfuggente, non ricambia i suoi sentimenti e parte per la guerra, avvertendo Elena che potrà davvero considerarsi sua moglie solo se riuscirà a sfilargli un anello che lui ha sempre al dito e se resterà incinta di colui che ha preteso come marito. Lei, determinata nei suoi intenti, sa cosa vuole ed è disposta a tutto pur di ottenerlo, tuttavia Bertram sembra alla fine cedere più per sfinimento che per reale convinzione: il lieto fine ha insomma il gusto un po’ amaro della rassegnazione.

«Sono distrutta; la mia vita è finita, finita, senza Bertram; tanto varrebbe che amassi un fulgido astro e sperassi di farne il mio sposo, a tal misura egli è al disopra di me. Nel suo radioso splendore, nella sua luce riflessa debbo trovare conforto, non nella sua orbita. Così da solo si condanna il mio ambizioso amore; la cerva che desidera accoppiarsi al leone destinata è a morire per amore.»