L'autore

pseudonimo di John Griffith Chaney, nacque nel 1876 a San Francisco. Viaggiò moltissimo ed esercitò i più svariati mestieri, da mozzo a cacciatore di foche, a lustrascarpe a commerciante. Riuscì tuttavia, da autodidatta, a crearsi una solida cultura con lo studio disordinato dei grandi autori europei. La lettura di Marx, il contatto con i vagabondi americani, la sua stessa vita spesso miserabile lo spinsero verso un socialismo istintivo. Esordì come scrittore pubblicando i suoi racconti su periodici locali. Morì, forse suicida, nel 1916. Di Jack London la Newton Compton ha pubblicato in questa collana Il richiamo della foresta, Zanna Bianca e altre storie di cani; Il Tallone di ferro; Il lupo dei mari e Racconti della pattuglia guardiapesca, Martin Eden e nella collana “I Mammut” I grandi romanzi e i racconti.

dello stesso autore:

saggio introduttivo sull'autore di
Mario Picchi

(1927-1996), narratore e saggista, si è occupato in particolare di letteratura francese e nordamericana. I suoi romanzi, tra cui Roma di giorno, Storie di casa Leopardi, Sant’Angelo, sono tutti dedicati all’amata città di adozione. Allievo di Pietro Paolo Trompeo, è stato traduttore di grandi classici come Hugo e Maupassant.

Jack London

Ebook: Martin Eden




ISBN 978-88-541-3864-3
Pagine 434
Euro 1,49

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Ebook classici Ebook n. 317




Saggio introduttivo sull’autore di Mario Picchi
Introduzione all’opera di Walter Mauro
Edizione integrale


Scritto e pubblicato nel 1909, all’età di trentatré anni, Martin Eden, forse il romanzo più importante di Jack London, è al contempo la storia della gioventù dello scrittore e l’invenzione di un personaggio dietro cui si cela l’autore stesso, intenzionato, con tale finzione letteraria, a scrivere un’autobiografia celebrativa e distruttiva. Non a caso, quel mare californiano, cui guardava con infinita malinconia e ansia di ribellione, fa da sfondo alla vicenda di un rozzo marinaio, Martin Eden. Questi riesce a entrare nella ricca famiglia di Arturo, un giovane al quale ha salvato la vita, inserendosi poco a poco in un ambiente completamente diverso dal suo per cultura e per educazione. Martin diverrà scrittore, ma sceglierà di fuggire, e in modo definitivo, dal mondo civile e dalle sue convenzioni, cercando l’autenticità perduta.

«La sua infanzia e la sua adolescenza erano state continuamente turbate da una vaga irrequietezza; senza sapere ciò che desiderasse, egli desiderava qualche cosa che aveva cercato invano, fino al giorno in cui aveva incontrato Ruth. Ora quell’irrequietezza era diventata acuta, dolorosa, giacché sapeva finalmente, chiaramente, cosa gli occorresse: la bellezza, la cultura intellettuale e l’amore.»