L'autore

è diventato uno scrittore di successo dopo aver svolto decine di lavori diversi. La Newton Compton ha pubblicato i suoi thriller Il collezionista di bambini (Premio Barry come miglior romanzo d’esordio), Il cacciatore di ossa, La porta dell’inferno, La casa delle anime morte, Il collezionista di occhi, Sangue nero e La stanza delle torture, con protagonista il sergente Logan McRae. MacBride ha ricevuto nel 2007 il prestigioso premio CWA Dagger in the Library, per l’insieme delle sue opere, e nel 2008 l’ITV Crime Thriller come rivelazione dell’anno. Vive in Scozia con la moglie Fiona. Il suo sito è www.stuartmacbride.com

dello stesso autore:

Stuart MacBride

Ebook: La porta dell'inferno




ISBN 978-88-541-2413-4
Pagine 395
Euro 3,49

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Ebook narrativa Ebook n. 73




Dall'autore del bestseller Il collezionista di bambini

Per le strade di Aberdeen si aggira indisturbato un uomo con il cuore di una iena e gli occhi di ghiaccio. La sua follia omicida si accanisce sulle donne con crudele brutalità: gli stupri sui quali lascia la sua firma di assassino compongono una lunga scia di sangue che parla di torture inaudite e orribili mutilazioni. Mentre niente e nessuno sembra poter fermare il serial killer, il caso finisce nella mani del sergente Logan McRae. L’unica traccia a disposizione dell’investigatore è una serie di filmati dal contenuto esplicito, in cui tutte le vittime del mostro fanno la loro comparsa. McRae non ha altra scelta: spalancare la porta dell’inferno per immergersi in un mondo fatto di prostituzione, pornografia, pratiche sessuali violente e atti di libidine dagli esiti mortali. Un viaggio senza ritorno nella perversione umana.

«Affronta con coraggio argomenti che verrebbero considerati intoccabili dalla maggior parte dei giallisti.»
Laura Grimaldi, Il Sole 24 ore

«Suspence, brividi, angosce… una delle più tenaci ossessioni di massa: la paura del maniaco psicopatico.»
Il Messaggero

«Stuart MacBride scrive roba dannatamente buona.»
Mangialibri

«Nonostante il sangue scorra a fiotti, la scrittura rimane quasi lieve, di certo ammaliante.»
Piero Soria, La Stampa