L'autore

nacque a St. Paul, Minnesota, nel 1896. Iniziò a scrivere giovanissimo, fin dai tempi della scuola. Pubblicò il suo primo romanzo nel 1920. Seguirono alcune raccolte di racconti e infine Il grande Gatsby (1925), che basterebbe da solo ad assicurare allo scrittore un posto di rilievo nella narrativa americana. Dopo avere goduto di uno straordinario successo, morì quasi dimenticato a Hollywood nel 1940. Di Fitzgerald la Newton Compton ha pubblicato Il grande Gatsby, Belli e dannati, Racconti dell’età del jazz e Tenera è la notte.

dello stesso autore:

Introduzione di
Massimo Bacigalupo

insegna letteratura americana alla facoltà di lingue dell’Università di Genova. È saggista apprezzato e curatore di edizioni pionieristiche, per le quali ha ricevuto il premio Monselice e il Premio nazionale di traduzione. Per la Newton Compton ha curato, tra l’altro, Poesie. Mindfield - Campo mentale di Gregory Corso.

Francis Scott Fitzgerald

Ebook: Belli e dannati




ISBN 978-88-541-3416-4
Pagine 374
Euro 1,49

Acquista ebook Belli e dannati

Ebook classici Ebook n. 93




Introduzione di Massimo Bacigalupo
Traduzione di Pier Francesco Paolini
Edizione integrale

Gloria Gilbert, bellezza del Kansas, fa strage di cuori a New York; Anthony Patch, raffinato erede di un miliardario bigotto, contempla la vita dalla sazietà dei suoi venticinque anni. I due si innamorano e si scambiano il primo bacio in un taxi che attraversa Central Park. Sono belli e innocenti, ma il loro non sarà un destino facile, turbato dall’alcool e dall’avidità. Fitzgerald evoca in queste pagine luci e ombre della New York del secondo decennio del Novecento, la conversazione brillante dei ragazzi ambiziosi che sanno già tutto, la caduta dal sogno in una realtà prosaica. Belli e dannati è un romanzo dolceamaro, ferocemente critico nei confronti dei nuovi ricchi della società americana, ma fresco e poetico, indulgente con i suoi eroi.

«Se tu mi odiassi, se fossi coperto di piaghe come un lebbroso, se tu scappassi con un’altra donna, o mi picchiassi, o mi facessi patire la fame (come suona assurdo tutto ciò) io lo stesso avrei voglia di te, bisogno di te, lo stesso ti amerei.»