L'autore

nacque a Stratford on Avon nel 1564. Nel 1592 era già conosciuto come autore di teatro e fra il 1594 e il 1595 vennero rappresentati almeno quattro suoi drammi. Ormai faceva parte dell’importante compagnia del Lord Ciambellano, che godrà di ininterrotto favore a Corte, prendendo sotto Giacomo I il nome di King’s Men. Ad essa Shakespeare dedicherà tutta la sua attività di drammaturgo. Morì il 23 aprile del 1616. La Newton Compton ha pubblicato: Amleto, Antonio e Cleopatra, La bisbetica domata, Come vi piace, Giulio Cesare, Il mercante di Venezia, Misura per misura, Molto rumore per nulla, Otello, Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate, Re Giovanni, Re Lear, Troilo e Cressida, Tutto è bene quel che finisce bene in volumi singoli; Tutto il teatro, Le grandi tragedie e Le commedie in volumi unici.

dello stesso autore:

traduzione di
Luigi Squarzina

regista, autore drammatico, saggista e professore universitario, ha diretto il Teatro Stabile di Genova e quello di Roma. Tra le sue commedie: Tre quarti di luna, Romagnola, Emmetì, Siamo momentaneamente assenti. Per la Newton Compton ha curato Amleto, Il mercante di Venezia, Troilo e Cressida, Misura per misura di Shakespeare e L’Avaro di Molière.

William Shakespeare

Ebook: Amleto




ISBN 978-88-541-3354-9
Pagine 203
Euro 1,49

Acquista ebook Amleto

Ebook classici Ebook n. 97




Traduzione di Luigi Squarzina
Edizione integrale con testo inglese a fronte

Amleto, universalmente noto come uno degli esiti più felici dello straordinario talento di Shakespeare, è sicuramente il dramma che vanta il maggior numero di rappresentazioni teatrali e di trasposizioni cinematografiche. Amleto, il principe danese tormentato dai più contrastanti sentimenti e paralizzato dalle mille esitazioni che gli impediscono di agire risolutamente per vendicare il padre ucciso, da una parte condensa, nella sua enigmatica ma assai eloquente inazione, tutta la crisi spirituale di un’epoca che volge al termine; dall’altra è simbolo, con le sue intime, personalissime ragioni, dell’uomo eternamente in lotta con le antinomie della morale e con la necessità di scegliere ogni giorno il proprio agire.

«Se questa troppo, troppo solida carne potesse fondere, evaporare, ricadere in rugiada! Se l’Eterno contro il suicidio non avesse eretto la sua legge! Dio! Mio Dio! Come tedioso, vuoto, stantio, sterile, mi è il mondo con tutti i suoi usi.»