L'autore

(1802-1870) fu uno degli scrittori più popolari della sua epoca. Autore eccezionalmente fecondo, ha legato il suo nome a più di trecento opere di narrativa (oltre al celebre ciclo de I tre moschettieri, ricordiamo Il Conte di Montecristo, La regina Margot, La Sanfelice, Il tulipano nero), di saggistica, di teatro e di viaggio, molte delle quali destinate a non tramontare, ancora oggi lette e amate in tutto il mondo da milioni di lettori. Di Dumas la Newton Compton ha pubblicato: I tre moschettieri e Vent’anni dopo, Il Visconte di Bragelonne, Il Conte di Montecristo, Garibaldi, Robin Hood, Il tulipano nero, La regina Margot e I Borgia.

dello stesso autore:

Cura e traduzione di
Riccardo Reim

scrittore, regista, attore, ha pubblicato di recente i romanzi Lettere libertine (nuova ed. 2008) e Il tango delle fate (2009), i saggi Il cuore oscuro dell’Ottocento (2009) e Parola di Eros (2010), e la raccolta di racconti Segnali notturni (2011). Per la Newton Compton ha curato, fra l’altro, numerose traduzioni di classici (Dumas, Hugo, Diderot, Dickens, Twain, Zola) e la fortunata antologia I grandi romanzi gotici.

Alexandre Dumas

Ebook: Il tulipano nero




ISBN 978-88-541-3253-5
Pagine 256
Euro 1,49

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Ebook classici Ebook n. 183




Cura e traduzione di Riccardo Reim
Edizione integrale


La Tulipe noire viene pubblicato da Alexandre Dumas nel 1850, sei anni dopo l’enorme successo dei Les Trois Mousquetaires (seguito dagli altri due romanzi della trilogia, Vingt ans après e Le Vicomte de Bragelonne) e del Comte de Monte-Cristo, quando lo scrittore è ormai divenuto un beniamino del grande pubblico francese. Ambientato negli anni della cosiddetta “bolla dei tulipani”, nella laboriosa Olanda repubblicana del Seicento che vide l’ascesa di quella prospera e raffinata borghesia tramandataci dai dipinti di Rembrandt e di Vermeer, il romanzo narra un vero e proprio caso di spionaggio industriale e al tempo stesso una delicata, insolita storia d’amore. Intorno al favoloso “tulipano nero”, il fiore perfetto e impossibile, ruota una folla di personaggi sia storici che fantastici, che l’autore riesce a rendere vivi e veri con la consueta abilità. Un Dumas insolito, quasi con cadenze di fiaba, che rinuncia, per una volta, ai grandi colpi di scena e ai superuomini del feuilleton.

«All’una di pomeriggio del 7 agosto 1672 il giovane Cornelius si trovava nell’essiccatoio, i piedi appoggiati alla sbarra del tavolo, i gomiti sulla tovaglia, a rimirare estasiato tre piccoli bulbi che aveva appena staccato dal bulbo principale: tre bulbi puri, intatti, perfetti, inestimabile principio di uno dei prodotti più meravigliosi della scienza e della natura…»