L'autore

nacque a New York nel 1819. Rimasto giovanissimo orfano del padre, trovò imbarco come mozzo su una nave mercantile a soli diciassette anni, e successivamente fece vari viaggi nel Pacifico a bordo di navi baleniere. Queste esperienze gli fornirono poi il materiale per i suoi romanzi e racconti esotici. Incompreso dal pubblico e dalla critica proprio quando aveva raggiunto la massima maturità espressiva, Melville morì a New York, dimenticato da tutti, nel 1891. Di Melville la Newton Compton ha pubblicato, nella collana GTE, Moby Dick, Bartleby, lo scrivano - Chicchirichì - Billy Budd, marinaio.

dello stesso autore:

Cura e traduzione di
Riccardo Reim

scrittore, regista, attore, ha pubblicato di recente i romanzi Lettere libertine (nuova ed. 2008) e Il tango delle fate (2009), i saggi Il cuore oscuro dell’Ottocento (2009) e Parola di Eros (2010), e la raccolta di racconti Segnali notturni (2011). Per la Newton Compton ha curato, fra l’altro, numerose traduzioni di classici (Dumas, Hugo, Diderot, Dickens, Twain, Zola) e la fortunata antologia I grandi romanzi gotici.

Herman Melville

Ebook: Bartleby, lo scrivano - Chicchirichì! - Billy Budd, marinaio




ISBN 978-88-541-3081-4
Pagine 184
Euro 1,49

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Ebook classici Ebook n. 139




Cura e traduzione di Riccardo Reim (Bartleby, lo scrivano e Chicchirichì!)
Traduzione di Flaminio Di Biagi (Billy Budd, marinaio)
Edizioni integrali

Bartleby è il nome di un grigio, sparuto impiegato di Wall Street che, senza fornire spiegazione alcuna, man mano rinuncia al suo lavoro di copista e rimane immobile in silenzio a fissare un muro, impervio a ogni tentativo di persuasione, mite e rispettoso ma graniticamente risoluto... In questo straordinario racconto (fra i più belli dell’intera letteratura americana) Melville dimostra da grande maestro di saper trattare con sottile humour e felice leggerezza anche temi angosciosi e ossessionanti come la follia, la predestinazione, l’incomunicabilità, l’alienazione; temi che tornano anche nel racconto  “speculare” Chicchirichì, che con Bartleby viene a formare una sorta di bizzarro dittico, ovvero l’inquietante confronto con l’estremo della disperazione e l’estremo della gioia. Completa il volume Billy Budd, capolavoro incompiuto, riflessione sull’ingiustizia, parabola dell’innocenza offesa in cui la figura del marinaio semplice Billy brilla come un «Cristo marino... un angelo condannato»: in fondo lui e Bartleby provengono dallo stesso mondo.

«In un primo momento, Bartleby svolse un’incredibile mole di lavoro. Quasi fosse da lungo tempo affamato di carte da copiare, sembrava ingozzarsi dei miei documenti, rimpinzandosene senza concedersi pause per la digestione. La sua penna correva instancabile giorno e notte, copiando al chiarore del sole come a lume di candela. Sarei stato entusiasta di tanta solerzia se alla sua operosità si fosse accompagnato un minimo di buon umore. Invece continuava a scrivere silenziosamente, in modo scialbo, con fare meccanico.»