Ali Eteraz
ISBN 978-88-541-2530-8
Pagine 338
Euro 3,49
Il fascino e le ombre dell'Islam in una storia autentica e appassionata
Abir ul Islam è nato in un povero villaggio del Pakistan. Il suo nome significa “profumo dell’Islam” e porta con sé l’antica promessa fatta da suo padre ad Allah: «Mio figlio sarà capo e servitore dell’Islam, il suo compito sarà diffondere l’Islam come una meravigliosa fragranza ». Entrato in una severa scuola coranica, Abir riceve un’inflessibile educazione religiosa: ore e ore di studio e sacrificio, cieca obbedienza, rinunce e orrore del peccato. Tra le strade di fango del villaggio risuona il canto degli studenti, i versi del Corano ripetuti come una nenia ossessiva… Finché un giorno, anni dopo, la famiglia di Abir lascia il Pakistan per trasferirsi a New York e qui, nella terra dell’11 settembre, il ragazzo cresciuto nella polvere troverà la libertà. Ma scoprirà che dovrà confrontarsi con se stesso e la propria cultura per diventare davvero un uomo libero.
«Un interessante squarcio d'Islam scritto da chi lo ha vissuto e lo vive dal di dentro.»
Il Venerdì di Repubblica
«Un romanzo capace di evidenziare le distanze tra Occidente e Oriente senza dimenticare i sentimenti, l’innocenza dell’essere bambini, e il desiderio di poter coltivare la propria libertà di espressione.»
Carlotta Vissani, Il Mucchio
Ebook: Il bambino che leggeva il Corano
ISBN 978-88-541-2530-8
Pagine 338
Euro 3,49
Il fascino e le ombre dell'Islam in una storia autentica e appassionata
Abir ul Islam è nato in un povero villaggio del Pakistan. Il suo nome significa “profumo dell’Islam” e porta con sé l’antica promessa fatta da suo padre ad Allah: «Mio figlio sarà capo e servitore dell’Islam, il suo compito sarà diffondere l’Islam come una meravigliosa fragranza ». Entrato in una severa scuola coranica, Abir riceve un’inflessibile educazione religiosa: ore e ore di studio e sacrificio, cieca obbedienza, rinunce e orrore del peccato. Tra le strade di fango del villaggio risuona il canto degli studenti, i versi del Corano ripetuti come una nenia ossessiva… Finché un giorno, anni dopo, la famiglia di Abir lascia il Pakistan per trasferirsi a New York e qui, nella terra dell’11 settembre, il ragazzo cresciuto nella polvere troverà la libertà. Ma scoprirà che dovrà confrontarsi con se stesso e la propria cultura per diventare davvero un uomo libero.
«Un interessante squarcio d'Islam scritto da chi lo ha vissuto e lo vive dal di dentro.»
Il Venerdì di Repubblica
«Un romanzo capace di evidenziare le distanze tra Occidente e Oriente senza dimenticare i sentimenti, l’innocenza dell’essere bambini, e il desiderio di poter coltivare la propria libertà di espressione.»
Carlotta Vissani, Il Mucchio
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Rassegna stampa
- Mondo in tasca 03 giugno 2010
- Stop 13 maggio 2010
- Famiglia cristiana 15 aprile 2010
- Paradiso degli orchi 16 febbraio 2010
- Mucchio febbraio 2010
- Secolo Italia 26 gennaio 2010
- Vero 23 gennaio 2010
- Left 08 gennaio 2010
- il Quotidiano della Basilicata 04 gennaio 2010
- Grazia 07 dicembre 2009
- Il Venerdì di Repubblica 04 dicembre 2009
- Terra 03 dicembre 2009
- La Sicilia dicembre 2009





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